Abbiamo assemblato in un’unica “planimetria” le costruzioni dei bambini (ne mancano alcune, nella foto potete vedere una bozza… la planimetria definitiva è in elaborazione…). Ora bisogna rilanciare il gioco!
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Abbiamo assemblato in un’unica “planimetria” le costruzioni dei bambini (ne mancano alcune, nella foto potete vedere una bozza… la planimetria definitiva è in elaborazione…). Ora bisogna rilanciare il gioco!
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E’ solo un luogo comune pensare che tramite l’esposizione giornaliera di dosi massicce di computer e internet ci autoescludiamo da tutto e da tutti. In poche parole diventiamo meno umani più alieni e più a-sociali.
Le prime volte che frequentavo le aule informatiche dell’università mi impressionava osservare quella decina di studenti, seduti uno a fianco all’altro con lo sguardo fisso e perso dentro il monitor dei computer. Ero contrariato e formulavo nella mia mente pensieri apocalittici e paradossali: da qui a questo passo, mi dicevo, nessuno parlerà più con nessuno!
-Oggi abbiamo narrato una breve storia ai bambini…
Nelle cinque forme selezionate e “illuminate” dal colore convivono struttura formale e struttura concettuale. Il dispositivo utilizzato accoglie le interazioni dei bambini, dopo la narrazione possono infatti rappresentare la storia, modificarla e/o integrarla con le forme rimanenti (o altri materiali). I vari elementi possono anche interagire con gli spazi dell’asilo, identificare luoghi ed oggetti oppure rappresentare nuove opportunità di gioco (anche a livello motorio). Ecco la storia proposta (cliccare sull’immagine per leggere i testi):
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Da oggi le nostre forme acquisiranno una nuova “dimensione”… Abbiamo scelto 5 elementi a cui attribuire senso e significato, elaborando su di esse una sequenza narrativa “aperta”. L’intento è rilanciare il gioco imitativo-simbolico del bambino favorendo la drammatizzazione e la rappresentazione di brevi e semplici “storie”… o “libere associazioni”… Leggi l’articolo completo
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“Ti racconto un’Arancia” (Asilo Nido “Il Futuro Siamo Noi” -2008) è una storia inventata dai bambini, ascoltando i bambini e giocando con loro. L’adulto interveniva supportando il gioco, accogliendo e rilanciando la “traccia narrativa” composta dai bambini (offrendo loro, di volta in volta, materiali e dispositivi diversi per la “rappresentazione”). Leggi l’articolo completo
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“E certo la nascita è già, di per sé, un salto pauroso da un mondo chiuso, protetto, tranquillo accompagnato da quel ritmo rassicurante, a questo mondo non solo pieno di luce ma di rumore, di fantasmi, di apparizioni. Noi possiamo ridere di chi crede nei fantasmi ma ciascuno di noi ha visto fantasmi di oggetti prima di vedere oggetti. Leggi l’articolo completo
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…che facilitava la relazione tra l’individuo e il suo ambiente di vita. I luoghi d’interazione erano vastissimi: il cortile, la strada, il giardino pubblico… Ma un giorno accadde qualcosa di terribile: “(…) la città divenne ostile, grigia, aggressiva, pericolosa, mostruosa (…)”- N. Bobbio, La Città dei Bambini, Bari, Laterza, 1997
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- Materiali utilizzati: ghiaia fine, formelle in gesso (i famosi “sassi” che richiamano le mattonelle del selciato), rami, sassetti, sagome in legno, pigne e il simbolico “cancello” del giardino.
-Disposizione iniziale dei materiali: oltre al “cancello”, un sentiero di ghiaia che conduce ai materiali (suddivisi per genere ai lati esterni, al centro un piccolo “indizio” per l’assemblaggio).
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